3-terzo Blogoincarico

Scrivere è viaggiare senza la seccatura dei bagagli.

Emilio Salgari

 

Mi è sempre piaciuto scrivere, molto più che leggere: non c’è cosa più bella che raccontare a qualcuno cosa ti passa per la testa.

Eppure, quando cominciai a navigare nella Rete dopo un veloce tirocinio nella videoscrittura, mi chiesi se il Web fosse un mondo capace di rispettare i miei pensieri.

Fu così che, quasi per un anno, collaborai con una rivista online di fantascienza.

Il dubbio più grande di tutti, però, non tardò ad arrivare: come pubblicare i miei racconti in modo che nessuno potesse modificarli?

Conoscevo il formato PDF grazie ai primi manuali di videogiochi in digitale, ma non mi bastava: avevo bisogno di scrivere direttamente in PDF.

Solo allora scoprii l’esistenza di primo pdf, uno fra i tanti programmi gratuiti che permettono di convertire un testo in un gemello autentico, fedele e soprattutto inalterabile.

Insomma, ora non devo più preoccuparmi troppo dei bagagli, come dice Salgari: se c’è un’idea, e voglio renderla davvero mia, so che posso immortalarla con la certezza di leggerla e rileggerla nello stesso modo, con i suoi caratteri esotici e magari sopra le righe.

E sarebbe sempre e solo figlia della mia immaginazione.

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2 responses

18 11 2008
Elisa

Ciao Giovanni, ho mantenuto la promessa e sono venuta a trovarti.
Ti lascio un commento qui; spero non ti dispiaccia, ma questo post mi ha colpita in modo particolare. Prima di tutto per il programma, sembra davvero utile, grazie per il consiglio, poi perché trovo la frase di Salgari molto vicina al mio modo di vedere la scrittura. Non so come l’hai interpretata tu, ma per me è addirittura all’avanguardia rispetto al tempo in cui è stata pensata.

Nel mio piccolo, quando voglio scrivere un racconto ambientato a Chicago, a Casalecchio o qualunque altro posto della Terra, vado su Google Maps e, se sono abbastanza fortunata, riesco a vedere addirittura che negozi, edifici o monumenti ci sono ai lati delle strade. Se poi voglio fare un’indagine più approfondita della città in questione mi basta consultare wikipedia e qualche altro sito per sapere tutto ciò che la può riguardare.

Un aspetto esaltante della scrittura, secondo me, è la preparazione che c’è prima ancora della stesura di una storia. E’ in questa fase che lo scrittore, scovando le informazioni necessarie, riesce a “viaggiare” non solo nello spazio, ma anche nel tempo o nella mente delle altre persone, standosene comodamente seduti a casa propria. Salgari fu un precursore in questo: pur non avendo filmati, foto e una linea ADSL a facilitargli il compito, riuscì a ricostruire in maniera fedele tutte le ambientazioni delle sue storie senza lasciare il Paese. Come fu possibile? Semplice, analizzando i documenti a sua disposizione che, se vogliamo, erano più sconvolgenti e favolosi di quelli moderni. Per il ciclo dei pirati della Malesia, ad esempio, studiò i diari scritti con meticolosità dall’esploratore fiorentino Odoardo Beccari e, sono sicura, mentre scorreva quelle righe, Salgari riusciva a provare una meraviglia tale da convincerlo di vedere fisicamente quelle zone sperdute del mondo.

No so, forse sono andata fuori tema con queste considerazioni, ma Salgari mi fa sempre un certo effetto.

Un saluto
Elisa

18 11 2008
lostincinemas

Cara Elisa,
ti ringrazio davvero di cuore per questo intervento così sentito!

Hai ragione: per viaggiare non si deve per forza aprire la porta di casa ed uscire, ma bastano le infinite ricchezze del nostro vissuto, che siano in un bagaglio personale o digitale.
Ed è vero quando dici che, alla fine, Salgari non ha avuto bisogno di Youtube per raccontare le rocambolesche vicende della Tigre di Mompracem!

A presto, di tutto cuore.
Giovanni

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