Little Big Planet

Voglio spendere due parole, magari qualcuna in più, su un interessante fenomeno videoludico dalla portata letteralmente esponenziale: LITTLE BIG PLANET.

 

Questo software, sviluppato da Media Molecule per la console Playstation 3, è probabilmente il videogioco più vicino alla filosofia del WEB 2.0 mai prodotto finora.

La meccanica è tanto semplice quanto disarmante: il giocatore, nei panni di una creatura di pezza, deve affrontare uno dopo l’altro una serie di livelli a piattaforme – la stessa, identica cosa che Super Mario ripete da tantissimi anni…

 

La grande rivoluzione di questo gioco, però, arriva quando ci si affaccia sul versante online.

E qui fa davvero la differenza.

Sfruttando un editor potentissimo, infatti, LITTLE BIG PLANET permette la creazione da zero di interi livelli, con il valore aggiunto di poterli condividere  e giocarli con tutti gli altri utenti in Rete attraverso i server proprietari della casa di produzione.

 

Il risultato, tuttavia, ha una duplice ricaduta:

– da un lato, l’unico limite teorico posto al giocatore è la sua fantasia;

– dall’altro lato, il vero limite si trova nella gestione dei diritti di tutti quei contenuti che, direttamente o meno, vengono citati nei livelli creati dai videogiocatori.

Mi spiego: se volessi creare un livello in cui, per esempio, tentassi di inserire un personaggio in tutto e per tutto simile a Super Mario, i filtri di gestione dei server proprietari impiegherebbero pochissimo tempo ad individuare questa mia iniziativa e, nel migliore dei casi, eliminerebbero l’intero livello dal database.

In questo articolo pubblicato da una rivista web specializzata potete trovare soltanto uno dei tantissimi casi di violazione dei diritti di autore in cui stanno incappando i provetti architetti videoludici di LITTLE BIG PLANET.

Tantissime possono essere le discussioni in merito alla gestione del copyright, per giunta valide se si legge questo articolo sull’impatto sociale di prodotti simili nel nostro Continente.

Insomma, se si concede una libertà pressoché totale e senza alcuno scopo di lucro, perché poi si arriva a tutto questo?

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