DVD Southland Tales

Titolo originale: Southland Tales

 

Anno: 2006

 

Produzione: Universal Pictures

 

Distribuzione (esclusiva in DVD per il territorio italiano): UIP

 

Regia: Richard Kelly

 

Cast e Personaggi principali:

Dwayne Johnson …………………Boxer Santaros

Sean William Scott……………….R. Taverner

Sarah Michelle Gellar…………….Krysta Now

Justin Timberlake…………………Soldato scelto Abilene e voce narrante

 

locandina

locandina

 

Stati Uniti, 2008 Anno Domini.

La precaria esistenza di una civiltà al collasso vista dagli occhi disillusi e disperati di un mondo oramai in declino…E l’orizzonte degli eventi è in rotta di collisione con quella che si preannuncia come la vera, definitiva, apocalittica rivelazione del Millennio.

 

 

 

La storia che ci viene raccontata dalla disperazione di un reduce della guerra in Iraq è un futuro per noi più che presente: si parla infatti delle elezioni presidenziali statunitensi del 2008, e di una campagna elettorale oramai arrivata al fotofinish con tutti i veleni del caso.

Se fosse tutto qui, Southland Tales non sarebbe altro che un originale stratagemma fantapolitico con un carnet di attori decisamente inusuale, perché basta scorrere qualche volto noto per riconoscere a colpo d’occhio un ex divo del wrestling a stelle e strisce (Dwayne The Rock Johnson, protagonista del blockbuster Il Re Scorpione tornato di recente sul luogo del delitto con Agente Smart – Casino Totale), una faccia da schiaffi in tipico stile commediante (Sean William Scott, già visto in American Pie), una ammazzavampiri di vecchia data (Sarah Michelle Gellar, presa di peso dalla serie TV Buffy) e, incredibile a dirsi, una delle tante, o forse troppe, icone commerciali pop di questa generazione musicale usa-e-getta (Justin Timberlake, devo aggiungere altro?).

 

Eppure, e qui arriva il bello, Southland Tales è molto, ma molto di più.

Sullo sfondo di una guerra nucleare drammaticamente realistica – curiosi i primi minuti girati esclusivamente in steadycam, con l’occhio indiscreto ed irriverente di una macchina da presa eletta a testimone inconsapevole di una svolta epocale –, gli Stati Uniti d’America sono diventati la terra di nessuno, un nuovo mondo spaccato a metà e flagellato dai mali dilaganti di un secolo marcio: droga, inquinamento, risorse umane, cultura degenerata, corruzione e, più in generale, un senso di inquietudine a dir poco dilagante.

Proprio alla vigilia del 4 luglio, giorno in cui le bandiere statunitensi dovrebbero sventolare fiere con il loro ordito di valori e ideali, si consuma una vicenda dalle tinte chiaroscurate che porterà una serie quantomeno esotica di personaggi sull’orlo di una fine inevitabile.

Da qui parte l’idea assolutamente geniale di un regista, Richard Kelly, che a suo tempo si distinse con una perla del cinema underground, al secolo Donnie Darko – preparatevi ad un inevitabile sequel di questo gioiello, con tutte le preoccupazioni del caso… –: i tasselli di questo mosaico che sfora più volte e volutamente la sfera onirica e dissacrante si affiancano e si respingono ad ogni accenno di dialogo e ad ogni minimo contrappunto negli equilibri di forza di tutta quella compagine di caratteri che riflette, in maniera feroce ma efficace, le ansie e gli istinti dei nostri tempi.

Il risultato, seppure inferiore alla creatura precedente – Donnie Darko resta pur sempre il manifesto di una generazione, quella degli anni ’80, intriso di un fascino oscuro senza eguali, complice la magistrale interpretazione del buon Jake Gyllenhall –, ci dimostra senza mezzi termini a cosa può giungere il marcio radicato nella società globalizzata, un coacervo affastellato di libertà vincolanti, moralismi di cartapesta e certezze ambigue.

Pennellato da un finale dai toni accesi ed apocalittici – frequenti le citazioni narrative dall’ultimo libro della Bibbia –, Southland Tales è la summa di moltissimi generi filmici, partendo dall’impianto tipicamente thriller per poi approdare ad inserti più leggeri, con una capatina persino nel mondo del videoclip musicale, il tutto senza scadere in una grana troppo grossa o superficiale.

Stiamo parlando senza ombra di dubbio di una pellicola estrema, sferzante ed incasellata lungo una moltitudine di piani narrativi ben congegnati: chiaramente la scure della distribuzione cinematografica, almeno qui in Italia, ha relegato questa opera alla mera traduzione in DVD, saltando a piè pari i canali canonici della celluloide, ma poco importa, perché, se si è disposti ad entrare nei giusti meccanismi, questa storia ci trascinerà senza sosta in un incubo divenuto realtà.

E, alla fine, ci domanderemo anche noi se il mondo dovrà finire davvero così.

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