17/10/08 WALL-E

Titolo originale: WALL-E

Produzione e Distribuzione: Pixar Animation Studios, Walt Disney Pictures

Regia: Andrew Stanton

locandina

locandina

In un lontano futuro, l’ultima unità di smaltimento rifiuti della Terra (nome in codice: WALL-E) è stata abbandonata a se stessa, mentre il pianeta, devastato dall’inquinamento, si trascina alla deriva della civiltà.

Ma che fine ha fatto l’umanità?  Da dove proviene quella strana astronave che è atterrata dopo secoli di silenzio? E, soprattutto, WALL-E è davvero solo in questo sconfinato Universo?

 

L’accoppiata vincente Disney-Pixar colpisce ancora, e lo fa con il suo stile inconfondibile, sfoderando di fatto il miglior film d’animazione degli ultimi tempi.

Non si tratta esclusivamente di caratura tecnica: abituati come sono ai prodigi virtuali, i nostri occhi stavolta possono vedere qualcosa di più di un esercizio di stile ben confezionato, dato l’abuso imperante dell’effetto sulla sostanza che, troppo spesso, diventa l’unico pretesto per entrare in sala. E, alla fine, ci si stupisce che persino il classico cortometraggio introduttivo (un delirante numero di magia che ha dell’incredibile) abbia alle sue spalle decine e decine di professionisti invisibili.

Ma torniamo a noi: l’epopea ecologico-galattica di WALL-E (chi ricorda la gloriosa pellicola anni ’80 Corto Circuito non faticherà ad avere un’idea di questa mirabolante controparte digitale) è così densa di significati e messaggi che ridurli a un crocevia di parole diventa un esercizio quasi fine a se stesso.

Il medium del film di animazione, generalmente etichettato per una fascia giovanissima, diventa un’occasione preziosa anche per chi è rimasto giovane dentro per assaporare tutti d’un fiato i novanta minuti scarsi di questo viaggio pennellato di emozioni semplici ma efficaci, tessute in un ordito di citazioni più o meno esplicite che vanno dalla fantascienza storica di STAR TREK al musical dei tempi d’oro. Notevole, in questo senso, la colonna sonora, un tributo onesto e sincero che calza a pennello in ogni singolo fotogramma.

In questa avventura accade davvero di tutto, e non si può fare a meno di lasciarsi trasportare da quei silenzi siderali, meravigliosamente infiniti, contrappuntati dalla desolazione che domina sul nostro pianeta, lo spettro nemmeno troppo irreale o distante delle paure dei tempi moderni.

E’ una pellicola fuori dal normale, perchè, per quasi tre quarti d’ora, non si sente nemmeno una voce: eppure i sibili metallici del protagonista, e la sua mimica espressiva comicamente improvvisata, riescono a dare un senso profondamente umano a questa cornice spesso spiazzante.

Perchè WALL-E, a ben vedere, non esita a puntare il dito contro le storture del nostro mondo, ma il pregio innato dell’innocenza lo trasforma letteralmente in un messaggio di speranze riposte nel cuore di un’umanità dormiente.

Forse ci spaventa, ma questa piccola unità di riciclaggio ha più senno dei suoi creatori.

Può amare, può scherzare, può pensare, può viaggiare, può combattere per ciò che è davvero giusto…In fondo, può davvero essere.

Se la vera fantascienza, quella di papà Asimov (ma la Storia Vera di Luciano ne è l’onorevole antesignana), ha come fine ultimo la capacità di farci riflettere sulle nostre radici guardando verso le stelle e il nostro futuro, WALL-E ci riesce in pieno, senza mezzi termini.

 

LA CURIOSITA’

Tra le voci originali spicca un’insolita Sigourney Weaver nel ruolo dell’Intelligenza Artificiale di un’astronave molto, molto, molto speciale: come dire, Ripley torna sulla scena del crimine.

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4 responses

12 11 2008
Denise

Ho trovato questo cartone animato davvero speciale.
il primo commento che ho fatto dopo averlo visto è stato “finalmente la Disney è tornata alle sue origini”.
I cartoni Disney erano famosi per il loro significato, le loro canzoni e per il finale.
Ora, il significato, anzi, i significati, ci sono. Belli ed attuali.
Le canzoni sono venute a mancare, e mi dispiace, ma si capisce il motivo, dato che il protagonista è una macchina che non sa quasi parlare.
E il finale è la chicca. Tanti forse lo riterranno infantile e non credibile, ma dopotutto è un cartone animato, e trovo giustissimo che debba avere un finale felice, arrivando quasi ad essere irreale persino per la sua categoria.
Questo perche i cartoni sono indirizzati ai bambini, che è vero che si devono rendere conto anche del grigio e del nero del mondo, ma devono prima di tutto aver speranza nel mondo.
Quindi ritorno a dire “la Disney è finalmente tornata alle sue origini, ai bei cartoni di un tempo”.

Ci sarebbe tanto altro da dire, ma meglio che non ingombri troppo il blog.

A presto e al prossimo cartone.

12 11 2008
lostincinemas

Ingombra pure, Denise! 🙂

Dunque, tornando all’argomento, di sicuro il livello qualitativo generale di questa pellicola è una spanna sopra a tantissime altre produzioni del medesimo genere, superiore anche ad altri film d’animazione Disney-Pixar; va detto, in ogni caso, che il retaggio musicale delle opere precedenti non è del tutto scomparso – basta vedere i numerosi inserti narrativi nel corso della vicenda raccontata -, ma è chiaro che i tempi mutano, e così i gusti di un pubblico che cresce costantemente.

Non credo che il finale sia infantile o poco credibile, anzi, l’espediente è buono: chiaramente non si può pretendere troppo da una casa di produzione che, fin dalle origini, si è orientata al sano intrattenimento, ma va anche detto che, nonostante quel che si possa pensare, i cartoni animati non sono affatto destinati soltanto alle giovanissime generazioni, anzi…!

Insomma, se un film riesce a commuoverci, a denunciare i dissapori della nostra società e insieme a divertirci, credo possa avvicinarsi a grandi traguardi di critica e pubblico.

12 11 2008
Denise

Oddio insomma, il finale non è tanto credibile, va contro a qualsiasi logica, tranne quella Disneyana per cui l’amore puo fare qualsiasi cosa.
E va bene così.

Però le canzoni dei cartoni “vecchi”, quelli che ti hanno cresciuta e che potrai sempre ascoltare, penso e spero non smetteranno mai di essere apprezzate.
Chi crescendo non si è riascoltato “Il mondo è tuo” di Aladdin oppure “in fondo al mar” della Sirenetta?! E’ sempre una bella cosa passare 3min a riascoltare quei brani che da piccola\o cantavi a squarciagola davanti alla televisione.
Poi ci sono i casi speciali come me che continuano a vedersi direttamente tutti i cartoni animati, però in generale le canzoni sono la parte del cartone animato che ti potrai sempre portare dietro.
Per questo mi dispiace che non ci siano su Wall-e e spero che torneranno anch’esse a far parte dei cartoni che verranno fatti d’ora in poi (sperando che non si riperdano in quelle cavolate, per esempio quel film che sta uscendo ora, sempre della Disney, su quei chihuahua, che mi è sembrato piuttosto triste).

12 11 2008
lostincinemas

Beh, dai, esiste pur sempre la meravigliosa sospensione del giudizio…Ne parlava già Coleridge, e non a caso…

Vedi, Denise, il tuo discorso è corretto, ma vale per te, di sicuro per me, forse non per un ragazzino di otto-dieci anni che vive nel primo scorcio del Terzo Millennio. Forse quel ragazzino non ha nemmeno intenzione di stare ad ascoltarsi tre minuti da musical, o almeno il sistema implica questo.

Prendi altri film d’animazione Disney-Pixar: già solo citando Gli Incredibili o Alla Ricerca di Nemo, due capolavori assoluti, vedrai che la colonna sonora si limita al solo accompagnamento.

E’ la semplice ma inevitabile evoluzione degli eventi…Pensa tu quando i cosiddetti film muti (che poi muti non erano, ma questa è un’altra storia!) non avevano quasi nulla che li potesse sostenere, eppure posso garantirti che sono ugualmente completi.

Si tratta di uno scarto che continuerà ad esistere fino a quando le generazioni si passeranno il testimone, fa parte della catena di questo mondo.

In ogni caso, tranquilla: non sei un caso speciale, anche io mi balocco con questo tipo di cinematografia, e, ripeto, non la ritengo affatto minoritaria rispetto a tanta altra grana che circola nelle sale.

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