duecento+uno

31 01 2009

Almeno ci ho provato.

Mi chiedevo se anche stavolta sarebbero bastate quelle duecento parole che ho dedicato alla manciata di Blogoincarichi che mi ha accompagnato per ognuna delle settimane trascorse dal varo di queste pagine digitali.

Duecento parole, ognuna con una sua eredità ed un suo testimone da lasciare.

No, di questo ero sicuro: ci voleva qualcosa di più, eccome.

Eppure, sarebbe bastata una sola parola fra quelle duecento per donare un senso nuovo a ciò che ci è più caro.

In quella parola c’è chi ha avuto finora la passione, e forse la pazienza, di navigare con me.

C’è chi mi ha guidato nella scoperta quotidiana dell’altro.

C’è chi mi ha fatto capire le cose semplici e sentite di questo piccolo, grande, immenso universo di zero ed uno.

C’è chi ha dato e ha ricevuto, e non si è fermato lì.

C’è chi mi ha aperto un senso nuovo, reale, concreto, umano e vissuto della condivisione.

C’è chi mi ha fatto sentire il sapore dei pensieri degli altri.

C’è chi mi ha portato a vedere la frontiera di mondi sconosciuti.

C’è chi mi ha suggerito strade meno solcate, ma il panorama valeva il prezzo del biglietto.

C’è chi ha saputo dare una forma unica ed irripetibile ai propri sogni.

C’è chi continuerà ad accompagnarmi in questo grande viaggio, che inizia soltanto adesso.

A tutte queste persone, al Professor Formiconi, agli amici della Blogosfera comunikattiva, ai miei familiari, ai miei amici vicini e lontani, ai destini incrociati e a quelli mai sfiorati dedico il viaggio che ho visto da un futuro che potrebbe essere bello quanto il presente.

Per il resto, signori miei, ci sono duecento parole più una.

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sulle connessioni

12 01 2009

Questo commento nasce dall’articolo del Prof. Formiconi sul significato umano delle connessioni; ho voluto riportarlo sperando di poter condividere questo frammento di pensieri anche con voi.

“ciò che non conosciamo, lo uccidiamo senza accorgercene” : lo scorso luglio sono stato in Australia, e, visitando l’ammasso roccioso delle Blue Mountains di Sydney, ho assistito ad un documentario cinematografico in cui si narrava la devastante colonizzazione del territorio da parte dell’impero coloniale britannico…e questo, sotto altre forme, perdura anche adesso.
Certo, non parlo di semplice diboscamento e distruzione di risorse (ma è davvero cosa semplice?): mi riferisco alle connessioni sociali tra la popolazione aborigena e gli attuali discendenti dei coloni, o magari dei più recenti immigrati.
Da un lato ho visto una tradizione atavica, immersa nelle radici di un mondo ancestrale; dall’altro altro ho conosciuto di persona un mondo di fredda e tecnologica indifferenza; nel mezzo, la difficile prova del convivere senza voler minimamente conoscere il prossimo – che, per inciso, è la scelta peggiore.

Eppure non serve andare dall’altra parte del mondo per trovare tutto ciò: ogni giorno intravedo questi filamenti volutamente deboli ed apparentemente connessi con questa realtà sempre più sferica, sempre più mediata, sempre più complessa, sempre più articolata…insomma, sempre più.

C’è un film che voglio consigliarvi, e che a suo tempo, nel buio della sala, mi lasciò esterrefatto: si intitola BABEL (regia di A. G. Inarritu), ed è la constatazione, nemmeno troppo velata, di quanto possa essere distruttivo il pandemonio comunicativo attuale.

Cosa ci resta, allora? Certo, per fortuna io ho l’eredità culturale della mia bella famiglia patriarcale (vi basti sapere che il mio nucleo è forse uno degli ultimi che contempla tre generazioni sotto lo stesso tetto), ma ci vuole di più: bisognerebbe assimilare quel sapere, renderlo parte di sé, tradurne i ritmi, sentirne persino il respiro (come del resto fa mio nonno nel suo orticello campagnolo).

Hanno sempre tentato di convincermi che non c’è più tempo per questo, non c’è più spazio per questo, non esiste più nessun modo per fare questo.
Ma tutto questo non può essere vero.

Insomma, il mondo è andato avanti per miliardi di anni fondandosi su un retroterra di connessioni vivide e piene di senso: possibile che, quasi d’un tratto, non ci si renda nemmeno conto del motivo per cui l’essere umano abbia soltanto una bocca e ben due orecchie?
Eppure oggi conta molto il fare, l’operare, l’architettare…E ci si dimentica del profumo del pan di spagna e della nebbia delle montagne, come disse Bilbo Baggins al mago Gandalf.





blogoaggiornamenti

21 12 2008

Dunque, nell’ordine:

– sono riuscito ad inserire nuovamente i video con password per la Redazione di Teoria e Tecnica della Comunicazione Generativa dopo qualche problema tecnico

– ho aggiornato un Blogoincarico inserendo una parte in appendice, della quale vi dedico un assaggino…





nuovo Blogoincarico Tecnologie della Comunicazione Online

20 12 2008

Chiedendo venia per non aver aggiornato il mio blog negli ultimi giorni (l’odissea videomatrimoniale è quasi giunta alla conclusione), arriva un nuovo Blogoincarico dalla fantasmagorica Galassia DuePuntoZero.

E, visto che ci siamo, un assaggino per tutti voi.

trailer di Ogni cosa è illuminata (2005, L. Schreiber)


In realtà, per i miei compagni di viaggio universitario, ho rimesso in sesto la sezione ALTRE ISOLE con i loro blog , e nella barra di navigazione trovate qualcosa di nuovo: si tratta della Redazione del Corso di Teoria e Tecnica della Comunicazione Generativa.





nuovo Blogoincarico Tecnologie della Comunicazione Online

14 12 2008

Stavolta si punta in alto: un nuovo Blogoincarico su misura del web…quello vero.

Per davvero.

trailer di Vero come la finzione (2006, M. Forster)





nuovo Blogoincarico Tecnologie della Comunicazione Online

4 12 2008

A notte inoltrata, una nuova pagina per condividere una manciata di riflessioni sulla moderna Babilonia digitale che risponde al nome di Facebook.

I miei e tutti gli altri pensieri sono anche in questa pagina wiki.

Come al solito, una perla cinematografica a tema: il film è del 2006 e parla, fra le altre cose, del famigerato Echelon.

Quando si dice tracciabilità

tratto da The listening (2006, G. Martelli)





quinto Blogoincarico Tecnologie della Comunicazione Online

24 11 2008

Ho appena inserito il quinto Blogoincarico, spero possa farvi scoprire qualcosa di nuovo.

 

Visto il tema trattato, non potevo evitare di incrociare il Dottore meno ortodosso del tubo catodico…

 

(tratto da DOTTOR HOUSE – MEDICAL DIVISION; 1×09: Rianimazione vietata)