novantuno!

6 01 2009

Mai sfidare troppo la sorte.

Se n’era reso conto persino quel geniaccio di Ulisse, che non esitò a vagare per venti anni (con un figlio che lo stava cercando ed una moglie con la casa assediata dalla feccia di Itaca) consapevole dei rischi che stava correndo.

Certo, una cosa è l’Odissea, altra invece è il semplice tiro di fortuna, quella sensazione di attesa che si mescola alla sottile percezione di potercela fare. Talvolta si cade, talaltra volta ce la possiamo persino cavare.

Come ogni 5 gennaio che si rispetti, la mia Parrocchia si raduna per il rito laico della Tombola, punto focale di tante liste di desideri che si potrebbero soddisfare con una manciata di monetine.

Basta sfidare la sorte, dopotutto, e quei novanta numeri possono fare la differenza…Non cambiano di certo la vita – ci vuole un figlio per cambiarla, ne sono certo -, eppure siamo spinti, anche solo per spirito di compagnia, a scarabocchiare su quella cartella che ci è stata venduta con tutti i crismi del caso, inconsciamente consapevoli (passatemi l’assurdo) che esistano margini di scarto notevoli in quella tabula rasa di possibilità.

Insomma, potresti vincere inaspettatamente un prosciutto o vederti soffiare una bicicletta elettrica per un punto ancora non estratto, o magari devi vedertela con altri tre o quattro pretendenti al trono che, proprio come te, hanno scovato gli stessi numeri nelle loro cartelle spiegazzate.

E’ vero, non si può vivere di coincidenze, e alla fine torni a casa per aver almeno condiviso una serata diversa dalle altre.

Poi, però, lungo la via, le luminarie natalizie cominciano a cedere il passo ai lampioni di tutti i giorni, e il freddo pungente è meno poetico della neve cullata sopra i monti.

Finisce così la magia? Beh, forse dovremmo portarci in tasca una manciata di quella polvere di sogni, e allora sarà una gioia ripensare ai volti felici dei bambini che pescano caramelle coloratissime dal cesto della Befana, ai genitori che infagottano quelle piccole creature desiderose di scartare la macchinina vinta per caso, alle famiglie di famiglie che fanno cerchio intorno a loro e spezzano una cinquina mancata tra una risata e l’altra.

No, non credo sia sorte o fortuna sfacciata. Potrebbero essere le piccole, semplici cose di ogni giorno.

E in ogni caso, se qualcuno riesce anche a fare il colpo inaspettato, tanto di guadagnato.

trailer di Svegliati Ned (1998, K. Jones)

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