“scusi, lei è un elfo?”

17 11 2008

Certe cose sembrano non incontrarsi mai, proprio come i binari di un treno.

La mia prof di matematica delle superiori avrebbe aggiunto “se non all’infinito”…e a questa postilla non aggiungo altro, perchè è di altro che voglio parlare.

Di binari, appunto. Quelli di Santa Maria Novella, croce e delizia del popolo pendolare fiorentino, ma stavolta non sono qui per una filippica sui fusi orari ferroviari.

E’ successo qualcosa di particolarmente curioso, mentre aspettavo il mio trenino un po’ scalcinato ma pronto per fare rotta verso casa mia. Un gruppetto di ragazzi, assiepato attorno ad uno di quei totem pubblicitari nei quali è assolutamente proibito sedersi, mi ha letteralmente placcato con una domanda da un milione di dollari: “Scusi, ma lei è un elfo?”.

In tutta onestà, a parte lo zaino dalle tinte sgargianti della Giornata Mondiale della Gioventù di Sydney, e forse un paio di basette un po’ troppo accentuate, non credevo di essere dotato anche di un paio di orecchie che farebbero invidia a quel mito del Signor Spock.

Risposta ovvia, meno scontata invece quella per una seconda ed altrettanto inattesa domanda: “E ci crede a Babbo Natale?”.

Senza disquisire troppo sulla natura intrinseca delle festività natalizie, mi sono incuriosito quando questi baldi e speranzosi ragazzotti hanno appuntato le mie risposte in uno di quei fogli strapati all’uopo da chissà quale quaderno scolastico. Oramai era fatta: dovevo sapere chi fossero, cosa combinassero davvero lì, e se tutto questo avesse un senso logico.

“Siamo un gruppo di studenti al primo anno della superiori a Moda, qui a Firenze. La nostra prof di matematica ci ha detto che, per capire davvero bene le percentuali, dobbiamo calcolarle in qualche sondaggio. E’ vero, le domande non sono il massimo, ma non lo sono neanche i risultati”.

Lode e onore a questo piccolo baluardo che di sicuro ha lottato contro l’etichetta dello studentato fannullone in tempi di burrasche scolastiche, ed un encomio anche a questa misteriosa prof di matematica, forse inconsapevolmente autrice di un esperimento che fa un po’ il verso al mondo magico del web 2.0, della condivisione globale, della costruzione associativa.

Peccato, però: un intento così nobile stroncato dall’indifferenza del prossimo.

Chissà se quei ragazzi sono riusciti a cavare un misero ragnetto dal buco: soltanto tre persone, me incluso, li avevano almeno degnati di uno sguardo.

Ed era soltanto per chiedersi se gli elfi e i babbi natale vivono ancora dentro di noi.

 

Concludo con un meraviglioso trailer da una pellicola dal forte impatto comunicativo, uno spunto di riflessione per un episodio innocente ma inaspettatamente profondo.

 

tratto da Babel (2006, A. G. Inarritu)

Annunci

Azioni

Informazione

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: