l’eternità della memoria

2 11 2008

Un milione di soldati: a tanto ammontava l’esercito di Serse, sprezzante dominatore persiano pronto a tutto pur di schiacciare sotto il suo potere la grande Grecia.

Fu fermato da trecento soldati spartani alle Termopili, questo è vero…Ma ciò che ti lascia perplesso è quella manciata di parole che Erodoto, nelle sue Storie, dedica ai pensieri più profondi di Serse.

Un milione di soldati. Un milione di giovani che, di lì a cento anni, o magari di lì a poco, non avrebbe potuto lasciare traccia nel moto singhiozzante delle vicende umane.

William Shakespeare, in uno dei versi più belli del sonetto 18, ci ricorda che è la memoria umana a renderci eterni: voglio ricordarmelo anche oggi, nel giorno in cui facciamo memoria di coloro che ci hanno preceduto nello stesso moto singhiozzante che anche Serse, dall’alto della sua supremazia, aveva scorto con un misto di rassegnazione ed impotenza.

Lui versò una lacrima. Ma non credo che oggi sia il tempo del rimpianto…forse, solo dei bei ricordi.

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