Almeno ci ho provato.
Mi chiedevo se anche stavolta sarebbero bastate quelle duecento parole che ho dedicato alla manciata di Blogoincarichi che mi ha accompagnato per ognuna delle settimane trascorse dal varo di queste pagine digitali.
Duecento parole, ognuna con una sua eredità ed un suo testimone da lasciare.
No, di questo ero sicuro: ci voleva qualcosa di più, eccome.
Eppure, sarebbe bastata una sola parola fra quelle duecento per donare un senso nuovo a ciò che ci è più caro.
In quella parola c’è chi ha avuto finora la passione, e forse la pazienza, di navigare con me.
C’è chi mi ha guidato nella scoperta quotidiana dell’altro.
C’è chi mi ha fatto capire le cose semplici e sentite di questo piccolo, grande, immenso universo di zero ed uno.
C’è chi ha dato e ha ricevuto, e non si è fermato lì.
C’è chi mi ha aperto un senso nuovo, reale, concreto, umano e vissuto della condivisione.
C’è chi mi ha fatto sentire il sapore dei pensieri degli altri.
C’è chi mi ha portato a vedere la frontiera di mondi sconosciuti.
C’è chi mi ha suggerito strade meno solcate, ma il panorama valeva il prezzo del biglietto.
C’è chi ha saputo dare una forma unica ed irripetibile ai propri sogni.
C’è chi continuerà ad accompagnarmi in questo grande viaggio, che inizia soltanto adesso.
A tutte queste persone, al Professor Formiconi, agli amici della Blogosfera comunikattiva, ai miei familiari, ai miei amici vicini e lontani, ai destini incrociati e a quelli mai sfiorati dedico il viaggio che ho visto da un futuro che potrebbe essere bello quanto il presente.
Per il resto, signori miei, ci sono duecento parole più una.
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